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I blog di Edizioni Psiconline

Gli autori, le recensioni, le novità e le informazioni sulla nostra Casa Editrice
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Anna Fata: un punto di vista innovativo sul tema dell'identità digitale

anna fataTutti, consapevolmente o meno, abbiamo un’identità, un personal branding, cioè un “marchio” che sancisce il nostro essere e fare, i nostri talenti, risorse, unicità che ci distinguono dagli altri, nella vita privata e nel lavoro.

Il personal branding è anche e soprattutto frutto della percezione che gli altri hanno di noi. Per questo è fondamentale essere consapevoli dell’immagine che trasmettiamo ed eventualmente modificarla per veicolare un messaggio autentico, coerente ed efficace di ciò che siamo e di quello che possiamo offrire, nella vita privata e nel lavoro.

Come fare per ottenere un ottimo Personal Branding?

Lo chiediamo ad Anna Fata autrice di #MyWebIdentity. Elementi psicosociologici dell’identità online, uno strumento utilissimo e indispensabile che offre le basi teoriche e pratiche, per costruire giorno dopo giorno un’identità integrata, online e offline.

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#MyWebIdentity: come costruire un Personal Branding efficace

copertina mywebidentity sito#WyWebIdentity. Elementi psicologici dell'identità online, nella collana Punti di Vista (€ 28,00) è il nuovo libro di Anna Fata, Coach, Psicologa, Scrittrice, Esperta in Copywriting, StoryTelling, Personal Branding, Social Media, ed è in tutte le librerie e online.
"Una lettura consigliata vivamente a tutti coloro che vogliono un punto di vista innovativo sul tema dell’identità digitale al tempo dei social media". (Andrea Albanese Social Media Marketing e Digital Communication Advisor, Project Manager, Docente).
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Cos'è l'autostima e come si costruisce? Lo chiediamo a Sabrina D'Amanti

damanti2Sabrina D’Amanti è autrice di Profili di Personalità e Fragilità dell’Io nella Collana Punti di Vista.

Il libro mostra quali limiti psicologici possono impedire a una persona di tirar fuori, in modo pieno e appagante, il proprio potenziale creativo.

In esso vengono descritte le fragilità dell’Io che fanno da ostacolo alla completa e autentica espressione delle possibilità intellettive, relazionali e produttive di una persona, evidenziando quali paure, insicurezze, inibizioni si celano dietro a queste mancate realizzazioni, quali eventi personali storici hanno determinato tali fragilità e cosa fare per migliorare le proprie performance.

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Profili di Personalità e Fragilità dell'Io il nuovo volume di Sabrina D'Amanti

copertina profili sitoProfili di Personalità e Fragilità dell’Io è il nuovo libro di Sabrina D’Amanti, nella Collana Punti di Vista.
Sabrina D’Amanti, Psicologa e Psicoterapeuta, nel suo libro, descrive le fragilità dell’Io che fanno da ostacolo alla completa e autentica espressione delle possibilità intellettive, relazionali e produttive di una persona.

Nella presentazione che segue, l’autrice descrive esaurientemente gli argomenti trattati in Profili di Personalità e Fragilità dell’Io, concentrando l’attenzione sulla tematica principale: l’autostima.

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Il Training Autogeno di Patrizia Del Verme: nuova presentazione

copertina-il-training-autogeno-sitoiDomenica 11 ottobre 2015 alle ore 18,30, Patrizia Del Verme presenta Il Training Autogeno. Come custodire e recuperare la salute – Collana Punti di Vista – Edizioni Psiconline, con Cilentoincoming, presso il Palazzo Mainenti a Vallo della Lucania (SA).
Moderatore: dr. Geppino D’Amico giornalista-scrittore Presidente Rotary Club Vallo di Diano.
Relatore: dr. Antonio Morlicchio Psichiatra, Direttivo Naz. di Psichiatria Democratica, già Direttore della Struttura complessa di Salute Mentale di Torre Annunziata-Pompei (NA).
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Virginia Maloni a Fuoriluogo sabato 3 ottobre 2015

MANIFESTO PATOLOGIA DELLA COPPIASabato 3 ottobre 2015 alle ore 18,30, presso Fuoriluogo (lo spazio di Libera all’interno del Centro Commerciale Città delle Stelle - V.le dei Mutilati ed Invalidi del Lavoro, 94, Zona Ind.le Campolungo - Ascoli Piceno) Virginia Maloni, presenta Patologia della coppia. Relazioni e dintorni.

La presentazione sarà lo spunto per una discussione sulle coppie ai nostri giorni e sul cambiamento del concetto di famiglia, evolutosi rispetto alla cosiddetta 'famiglia tradizionale'.
L'evento è organizzato in collaborazione con Arci Libero SpazioStay Human di Ascoli Piceno.


cop patologia coppia sitoCome stabiliamo oggi le nostre relazioni?

Partendo da come ci rappresentiamo le nostre relazioni di attaccamento e di come queste ci orientano nella scelta dell’altro, cos’è che oggi ci tiene uniti, cos’è che trascende tale legge e giustifica e legittima l’esistenza di un legame relazionale duraturo e autentico nel tempo? Proverò ad esplorare, come si sono trasformati i codici di rappresentazione soggettivi e sociali della struttura socio-relazionale della coppia post-moderna ripercorrendo le difficoltà, i piaceri, il loro tortuoso lega-me mettendo insieme storia ed esperienza clinica.

virginia maloniLo studio degli aspetti che caratterizzano un rapporto di coppia implica inevitabilmente la valutazione di molteplici dimensioni e sistemi motivazionali che, interagendo tra loro, creano complesse combinazioni. La famiglia nucleare va in crisi e si apre verso nuove forme di socialità allargata: questo non vuol dire per forza dissoluzione della famiglia, ma l’esigenza di strutture famigliari più forti in grado di andare oltre il modello famigliare.


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Il codice segreto dell'amore. L'utopia del partner ideale in versione Ebook

copertina-codice-segreto-amore-sitoIl codice segreto dell'amore di Raffaele Renna è in Ebook disponibile in tutti i principali book-store.
Il volume è uno studio sull’innamoramento ed evidenzia un’importante novità, che si propone di coinvolgere anche i laboratori delle neuroscienze: ci innamoriamo tutti di un modello ideale di partner (e di bellezza) che nasce in noi da un altrove ignoto, e rimane con noi, in quanto parte del programma genetico, all’interno di una personale visione del mondo. Ognuno ha il suo modello, è in sé perfetto, rimane a livello inconscio, è introvabile nella realtà (ciò comporta problemi e rischi), non “invecchia” mai con l’avanzare dell’età e per di più ci somiglia. Ciò è quanto emerge dai test del presente studio, contraddicendo la teoria freudiana sull’argomento.



Noi tutti ci innamoriamo, o siamo destinati a innamorarci, di una bellezza che in realtà non esiste e che nessuna persona al mondo può possedere, né esteriormente né interiormente.
Il partner ideale che abbiamo in mente è dunque una persona che non esiste. È un’utopia.


il codice segreto dell'amoreDal presente studio emergono due dati sorprendenti:
Il primo dato consiste nel fatto che questa bellissima e unica immagine, che cerchiamo inutilmente in tutti i nostri potenziali partner, nasce dunque con noi. Non ce la danno i nostri genitori (come afferma Freud) né la nostra cultura. Bensì è fondamentalmente innata. Si tratta di una misteriosa “in-formazione” genetica che ognuno di noi
si ritrova già scritta nel dna, suo malgrado, alla nascita e che influenza tutta la nostra visione del mondo. Ogni informazione ha un mittente e un destinatario: il destinatario
siamo noi e il mondo, il mittente non lo conosciamo ma sappiamo che esiste e non appartiene a questo mondo (quello visibile).
Il secondo dato, ancora più eclatante, consiste nel fatto che questa bellissima e unica immagine, questa misteriosa in-formazione genetica che ci viene da chissà dove, somiglia
alla persona stessa. È come dire che questa immagineinformazione inconscia risulta essere la bellissima copia di sé (visto che nessuno è perfetto).


Si tratta di un’immagine mentale idealizzata che inconsciamente cerchiamo negli altri e in noi stessi, sia nell’aspetto, sia a livello interiore, un’immagine-informazione fatta di vedute, di qualità, anche queste completamente idealizzate.
Tutta la nostra psiche è abitata da figure strane e contraddittorie. I cosiddetti archetipi. Uno di questi archetipi (il più “bello” e intrigante) è appunto questa idea straordinaria del mondo che ci suggerisce di volta in volta chi può essere il nostro partner.


Conoscere le radici nascoste dell’innamoramento è  importante per: poter “prevenire” le cocenti e talvolta infauste delusioni d’amore, ovvero evitare angosciosi pentimenti da cui non si può tornare indietro; poter vivere il più intensamente possibile e apprezzare il rapporto di coppia; non attribuire sempre e comunque al proprio partner (ma anche a se stessi) la responsabilità di un’eventuale rottura della storia d’amore e covare di conseguenza sentimenti di odio che, a ben vedere, non hanno motivo di esserci.
Il libro si rivolge a tutti per far sì che nella dimensione coppia esistano gli ingredienti di base e la volontà reciproca per un duraturo rapporto.


http://issuu.com/edizionipsiconline/docs/il-codice-segreto-dell-amore/1
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Redazione

"Il sentiero del viaggio interiore" di Vincenza Sollazzo alla Biblioteca Civica di Maniago

copertina-il-sentiero-del-viaggio-interiore-sito2Sabato 28 marzo 2015 alle ore 18.00, la Dott.ssa Carla Aceto (Psicologa) presenta "Il sentiero del viaggio interiore. Conosciti, amati, guarisciti" di Vincenza Sollazzo - Edizioni Psiconline, presso la Sala Rosa Bian della Biblioteca Civica in via Battiferri,1 - Maniago (PN).


La presentazione inserita nel calendario degli Incontri in Biblioteca, è realizzata con la partecipazione dell'Associazione Intercomunale delle Valli delle Dolomiti Friulane, della Biblioteca della Montagna Pordenonese, e il Patrocinio della Città di Maniago.


Il sentiero del viaggioIl Sentiero del viaggio interiore, tratta il tema della sofferenza, intesa, oltre che come penoso fardello, come chiamata iniziatica o malattia creativa dell’anima e le strategie psicoterapeutiche per trasformarla e favorire il naturale percorso psicologico, le attitudini vocazionali, la “Bellezza” dell’esistenza, preclusa dai sintomi, devitalizzanti, coercitivi.
San Paolo ascoltò la chiamata e si avviò. “Saper” ascoltare la chiamata è atto eroico, composto da umiltà e coraggio, i cui effetti creano giovamento sia all’individuo che alla collettività. La psicoterapia, diventa un viaggio, simile a quello dantesco, ove la Conoscenza si intreccia con la Cura.
Arricchito anche da esempi, tratti dalla attività di psicoterapeuta dell'autrice, invita il lettore ad un nuovo modo di rapportarsi alla lettura, coinvolgendo l’“homo totus”, ossia Logos ed Eros, emisfero sinistro e destro ed ogni pagina diventa specchio per specchiarsi, sino a scorgere l’affresco della propria interiorità ed in tal senso diventa da parte dell’autrice un invito al lettore a non fermarsi ai veti del dolore, che, superbo impone blocchi inaccettabili.

Vincenza Sollazzo
nasce in Calabria nel 1965, si laurea in Psicologia alla “Sapienza” di Roma nel 1988 e si specializza in Psicoterapia individuale, presso l’ ISP (International School Psicologhy), nel 1994.
Prosegue la sua formazione con Masters di 2° livello su infanzia e adolescenza e partecipa a numeri corsi di aggiornamento studiando Sanscrito, Storia delle religioni, Filosofia della scienza.
Dal 1986 inizia con la guida eccellente del prof. Aldo Carotenuto lo studio e l’approfondimento dell’inconscio tramite la Sincronicità e le discipline inerenti (ipnosi, meditazione, immaginazione attiva, spiritualità, epistemologia), con un approccio speculativo (scrivendo articoli specifi ci e divulgativi) e pragmatico, legato quest’ultimo anche all’attività di psicoterapeuta che svolge a Trento ed in provincia di Venezia, da lungo tempo.


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http://issuu.com/edizionipsiconline/docs/il-sentiero-del-viaggio-interiore/1
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Il sentiero del viaggio interiore di Vincenza Sollazzo. La nostra recensione

Edizioni Psiconline ha pubblicato nella collana Punti di Vista "Il sentiero del viaggio interiore. Conosciti, amati, guarisciti" di Vincenza Sollazzo. (408 pagine, 26,00 Euro).


 copertina-il-sentiero-del-viaggio-interioreIl saggio si rivolge a tutti coloro che presentano il desiderio di conoscere se stessi.
È un bisogno che riguarda tutti, perché è un bisogno che nasce con l’uomo.



La sofferenza è il tema de "Il sentiero del viaggio interiore", intesa, oltre che come penoso fardello, come chiamata iniziatica o malattia creativa dell’anima e le strategie psicoterapeutiche per trasformarla e favorire il naturale percorso psicologico, le attitudini vocazionali, la “Bellezza” dell’esistenza, preclusa dai sintomi, devitalizzanti, coercitivi.
Quale motivazione, profonda e significativa, spinge un soggetto sofferente a chiedere l’aiuto dello psicologo del profondo o psicoterapeuta?
Il malessere contingente ed oppressivo di cui il soggetto è colpito ed il bisogno di autoconoscenza, presente nella sua anima ed in ognuno di noi.
Quando il malessere del presente, in particolare, diventa insopportabile, il soggetto sente di “toccare il fondo”, la sensazione di smarrimento e sgomento, quel momento di estremo disagio, fa scattare dentro di sé una spinta intensa ed irresistibile a risalire.
In quel preciso momento decide allora, irrevocabilmente, di “prendere in mano le redini della propria vita”.
Non vuole soggiacere al malessere né esserne governato.




[caption id="attachment_2639" align="alignright" width="210"]FIRMALIBRO di Vincenza Sollazzo FIRMALIBRO di Vincenza Sollazzo "Il sentiero del viaggio interiore"

Ne scaturisce un bisogno di interrogarsi sul malessere, per conoscere l’opprimente disagio, nel tentativo, comprendendolo, di esorcizzarlo.
La sofferenza psicologica turba tutte le sfere della vita dell’uomo, da quella cognitiva a quella affettiva, spirituale, relazionale.
La psicoterapia diventa quindi un viaggio, simile a quello dantesco, dove la Conoscenza si intreccia con la Cura. Lo psicoterapeuta guida questo viaggio, come l'autrice, Vincenza Sollazzo, ne "Il sentiero del viaggio interiore" guida il lettore alla scoperta della propria interiorità, ed in tal senso diventa un invito al lettore a non fermarsi di fronte ai blocchi inaccettabili, imposti dal dolore.


Vincenza Sollazzo nasce in Calabria nel 1965, si laurea in Psicologia alla “Sapienza” di Roma nel 1988 e si specializza in Psicoterapia individuale, presso l’ ISP (International School Psicologhy), nel 1994.
Prosegue la sua formazione con Masters di 2° livello su infanzia e adolescenza e partecipa a numeri corsi di aggiornamento studiando Sanscrito, Storia delle religioni, Filosofia della scienza.




[caption id="attachment_2748" align="alignleft" width="300"]Vincenza Sollazzo Vincenza Sollazzo


Dal 1986 inizia con la guida eccellente del prof. Aldo Carotenuto lo studio e l’approfondimento dell’inconscio tramite la Sincronicità e le discipline inerenti (ipnosi, meditazione, immaginazione attiva, spiritualità, epistemologia), con un approccio speculativo (scrivendo articoli specifici e divulgativi) e pragmatico, legato quest’ultimo anche all’attività di psicoterapeuta che svolge a Trento ed in provincia di Venezia, da lungo tempo.

 

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Come in un film, al BUK 2014. Intervista ad Eleonora Capitani

Eleonora Capitani ha presentato "Come in un film. Il cinema come mezzo di espressione di sé" tra le novità di Edizioni Psiconline al Modena BUK 2014.


[caption id="attachment_2716" align="alignleft" width="143"]Eleonora Capitani Eleonora Capitani

Un percorso di autoconoscenza, di consapevolezza e di trasformazione interiore. Nel laboratorio descritto nel suo libro, ogni partecipante ha la possibilità di costruire gradualmente il proprio personaggio, utilizzando la scrittura creativa come mezzo di espressione di sé, condividendo poi con gli altri le proprie emozioni e i propri vissuti nei gruppi di condivisione regolarmente svolti alla fine di ogni sessione, per poi giungere infine alla messa in scena dei lavori svolti.


Eleonora Capitani, laureata in Psicologia clinica e della salute, ha condotto corsi di meditazione e gestito gruppi di condivisione.
Ha frequentato il corso di Regia Cinematografica presso la SNCI e il corso di Sceneggiatura presso CinEuropa.
Ha partecipato a vari cortometraggi come aiuto regista e segretaria di edizione e ha scritto soggetti e sceneggiature per cortometraggi e lungometraggi.
Abbiamo incontrato l'autrice a conclusione della sua presentazione, nel salone affollatissimo del BUK di Modena, ma è stata una impresa ardua, perchè il laboratorio proposto nel suo libro ha affascinato moltissimo il pubblico presente, che malvolentireri ci ha concesso di prendere la parola per intervistare la nostra autrice, sottraendola per un po' alla sua curiosità, al suo affetto e al FIRMALIBRO.




[caption id="attachment_2635" align="alignright" width="300"]Eleonora CApitani Eleonora Capitani al Modena BUK 2014

D. Innanzitutto grazie Eleonora per il tempo che ci stai dedicando, nonostante tu debba intrattenerti con il tuo pubblico che non vuole farsi sfuggire questa fantastica occasione di parlare con te del tuo libro, cercheremo di concentrare in poche domande la nostra intervista.
Come nasce il progetto di Come in un film, che unisce le tue grandi passioni: la psicologia, il cinema, la meditazione?

R. L’idea di elaborare il corso descritto in questo libro è nata in primo luogo da un’esperienza che ho avuto durante un tirocinio formativo per l’abilitazione alla professione di psicologo.
Stavo seguendo Anna e un giorno mi è venuto in mente di chiederle di raccontarmi la sua vita, così da poterne un giorno fare un film. Abbiamo iniziato il lavoro quasi per gioco.
Immaginare insieme il film della sua vita è stata per Anna un’esperienza importante: mi ha detto molte volte che è stato per lei un po' come se il suo pesante bagaglio di ricordi si fosse alleggerito.
Dopo questa esperienza ho pensato che tutti noi in realtà ci portiamo dietro un bagaglio di vissuti  chi più e chi meno pesante, e a tutti noi può far bene alleggerirsi un po', lasciandosi aiutare da qualcuno che possa condividere con noi il peso di questo bagaglio.
Ho anche pensato che normalmente, in contesti quotidiani non è facile fermarsi a riflettere su se stessi e trovare la modalità giusta per condividere le proprie esperienze e dare un senso alla continuità del nostro essere, quindi l’idea è stata quella di creare uno spazio appositamente dedicato all’espressione profonda di sé, utilizzando e integrando le mie conoscenze.
Io sono psicologa clinica e della salute e mi sono laureata con una tesi dal titolo: "La meditazione come metodologia d'approccio all'unità mente-corpo".
Ritengo che la meditazione sia uno strumento fondamentale per  familiarizzare con la nostra mente, per conoscerci meglio; non è evasione o fuga, tutt'altro, consiste nell'essere completamente onesti con noi stessi, aiuta a vedere dentro di noi con maggiore chiarezza e più in profondità.
Inoltre favorisce il rilassamento e migliora il benessere psico-fisico.
Il cinema è sempre stata una mia grande passione: fin da piccola amavo guardare film e io stessa scrivevo poesie evocative di immagini, che mi sarebbe piaciuto un giorno vedere su un grande schermo.
Ho avuto quindi l'idea di integrare in questo progetto anche le conoscenze che ho acquisito in corsi di sceneggiatura e di regia cinematografica, perchè sono convinta  che le tecniche cinematografiche possano essere un valido ausilio in un percorso di autoconoscenza se si pone  l'accento sul processo creativo, più che sul prodotto artistico finale.
Lo scopo principale di questo progetto è quindi quello di fornire strumenti e applicarli per contribuire allo sviluppo delle capacità immaginative, espressive e creative dei partecipanti e adesso anche dei lettori!




[caption id="attachment_2717" align="alignleft" width="200"]copertina-come-in-un-film-x-sito Copertina di "Come in un film"


D. Quale metodologia hai usato nel corso descritto in questo libro?
R. La metodologia che ho pensato di utilizzare in questo corso è una metodologia a carattere pratico-esperenziale.
Si parte da un’introduzione teorica generale su come si realizza un prodotto audio-video, a partire dall’idea iniziale fino alla messa in scena, ponendo molta attenzione, durante i vari passaggi, alla costruzione psicologica dei personaggi; si utilizzano esercitazioni pratiche in cui ogni partecipante costruisce il proprio personaggio; si fanno poi gruppi di condivisione sulle esperienze pratiche effettuate e sui relativi vissuti emotivi associati.
Per finire c’è la realizzazione di un cortometraggio in cui si mettono in scena i lavori prodotti durante il corso.
Come dicevo, lo scopo principale di questo progetto è essenzialmente quello di fornire strumenti e applicarli per contribuire allo sviluppo delle capacità immaginative, espressive e creative dei partecipanti.
I partecipanti di questo corso hanno avuto la possibilità di mettersi in gioco in prima persona per realizzare un prodotto audio-video completo in cui hanno potuto esprimere simbolicamente parti di sé difficilmente esprimibili solo con le parole.
Come ho scritto nel libro:
"Questo non è un corso per diventare sceneggiatori, ma per utilizzare la tecnica utilizzata per la sceneggiatura per esplorare noi stessi più in profondità ed esprimere parti di noi difficilmente esprimibili nella vita di tutti i giorni".

D. All'interno del libro ricorrono spesso questi  termini, che tra l'altro danno anche il titolo ad un  capitolo: il tempo e le emozioni. Che cosa rappresentano il tempo e le emozioni?
R. Penso che l’arte cinematografica sia intimamente collegata con il tempo, con il nostro essere nel tempo e la nostra percezione del tempo.
Possiamo nel cinema manipolare il tempo, cambiare la realtà delle cose, controllarle.
Questo non è qualcosa che possiamo fare facilmente nella realtà quotidiana, ma è qualcosa che possiamo fare concretamente e sempre nel nostro mondo interiore, possiamo diventare i registi della nostra mente, scrivere e riscrivere le nostre storie, prenderne il controllo, dar loro un significato profondo.
Sappiamo tutti che la nostra percezione del tempo cambia anche in base al nostro stato emotivo, delle volte il tempo sembra volare, altre invece non passa mai. Noi possiamo imparare a gestire e ad utilizzare il tempo soggettivo per il nostro star bene.
Passando adesso alle emozioni, possiamo notare che i termini “emozione”, “emotivo”, “emotività” compaiono spesso nei nostri discorsi.
Ciascuno di noi avverte le emozioni come qualcosa che ha un ruolo importante nella propria vita.
Le emozioni spesso determinano il modo di vedere la realtà, di vivere molte delle nostre esperienze.
Nel corso descritto in questo libro il primo passo nel lavoro con le emozioni è riconoscerle nel momento in cui affiorano.
Tutti noi possiamo imparare ad entrare sempre più in contatto con la nostra vita emotiva.
Tuttavia dobbiamo essere consapevoli del fatto che prima di poter entrare in un luogo di pace dobbiamo necessariamente entrare in contatto con le nostre emozioni, in particolare con la nostra sofferenza, dobbiamo provare ad abbracciarla ed a sostenerla.
La nostra sofferenza non scompare quando ne diventiamo consapevoli, ma cambia il nostro modo di rapportarci ad essa, cambia ciò che pensiamo, ciò che proviamo e ciò che facciamo di fronte a questa sofferenza.
Iniziamo a non aggiungere più sofferenza alla sofferenza.
Senza una consapevolezza della natura più intima di noi stessi continuiamo ad agire in base ai nostri vecchi schemi mentali e a ricreare sempre le stesse sofferenze.
Possiamo imparare a non giudicare le nostre emozioni, ma ad accettare ciò che è in noi.
Possiamo anche gradualmente imparare ad essere presenti alla nostra vita interiore senza giudicarla.
Fintanto che non riusciamo ad entrare in contatto con le nostre emozioni, esse continueranno ad avere il controllo della nostra vita.
Sono profondamente convinta che la responsabilità di iniziare un processo di trasformazione interiore, di crescita personale sia nelle mani di ognuno di noi, abbiamo tutti la possibilità di farlo, basta solo scegliere gli strumenti giusti.
Lavorando sul tempo e le emozioni abbiamo ripercorso l'intero arco della vita con gli occhi della consapevolezza.
Ad esempio,  per quanto riguarda il passato, se ci sono dei nodi che ci tengono ancora legati, rivivendoli, ascoltandoli, consolando le parti di noi che hanno bisogno del nostro sostegno, riusciamo più facilmente a scioglierli e a lasciarli andare, liberandoci.
Come diceva una grande poetessa russa: Anna Akmatova, l’uomo con l’infanzia nutre tutto il suo potenziale creativo, tutta l’attività creativa del periodo adulto.
L’infanzia è un periodo della vita ricco di immaginazione e creatività, spesso però nel corso degli anni perdiamo il contatto con questa parte di noi, ce ne dimentichiamo, lasciando che giaccia addormentata nelle profondità di noi stessi, ricoperta di polvere.
Con l'esercizio descritto in questo libro proviamo a riprendere il contatto con la nostra infanzia, con questa parte di noi spesso dimenticata o perlomeno trascurata, a cui non diamo più tanta importanza.
L’esercizio sul presente si propone invece di aumentare la nostra consapevolezza delle risorse che possediamo nel momento presente.
Il tempo presente è il qui e ora, è il tempo in cui dimorano tutte le nostre risorse e potenzialità.
Difficilmente riusciamo a stare veramente nel presente, troppe cose ci distraggono, ricordi del passato, progetti futuri e molti altri fattori fanno sì che non riusciamo a vivere questo tempo pienamente e profondamente.
Il futuro è il tempo in cui si realizzano i nostri progetti.
Il tempo in cui i semi che abbiamo piantato ora, qui nel presente, sbocceranno e daranno i loro frutti permettendoci di uscire dalle gabbie che spesso noi stessi ci siamo creati nel corso della vita.
Infine, per mettere insieme i tre tempi c'è un esercizio che riguarda tutto l’arco della vita, basato sul recupero dalla memoria dei momenti significativi.
In questo esercizio è possibile ripercorrere tutta la vita come se fosse un sentiero che parte dalla nascita ed arriva fino ad oggi, questo è utile per dare continuità e significato alle nostre esperienze.

D. Un altro capitolo è incentrato sul personaggio e sulla crescita del personaggio. In che modo, lavorare sul personaggio aiuta il lavoro sulla persona?
R. Lavorando sul personaggio siamo più liberi dalle difese psicologiche che potrebbero ostacolare un percorso di autoconoscenza se si lavorasse nello stesso modo sulla persona.
Lavorare sul personaggio favorisce una certa distanza che aiuta ad essere più obiettivi e a fare maggiore chiarezza in noi favorendo la crescita personale.
In genere nei film la crescita ha a che fare con la reazione del personaggio ad un conflitto in cui è coinvolto.
Un personaggio può crescere facendo la scelta corretta, così come anche facendo la scelta sbagliata.
Inoltre un personaggio deve avere un obiettivo, da raggiungere.
L’obiettivo in un film è di solito legato ad un bisogno interiore del protagonista che cerca in qualche modo di soddisfare superando degli ostacoli che si trova di fronte nel suo percorso.
Attreverso alcuni esercizi possiamo individuare i bisogni del nostro personaggio, che può essere una proiezione della persona o anche solamente una proiezione di una parte della persona a cui vuole dar voce.
Una volta individuati questi bisogni possiamo definire l'obiettivo che il personaggio vuole raggiungere e gli ostacoli che sono sul suo cammino, per giungere infine al superamente di questi ostacoli.15104_10203241469784498_1097551703_n

D. Quello che hanno in comune la psicologia e la cinematografia è il racconto. Quanto è importante il racconto nella vita di ognuno di noi?
R. Come dicevo, sono profondamente convinta che la responsabilità di iniziare un processo di trasformazione interiore, di crescita personale sia nelle mani di ognuno di noi, e penso che possiamo iniziare questo processo proprio raccontando la nostra storia, possiamo così a poco a poco integrare tutte le parti di noi stessi e vivere la vita più profondamente.
In un racconto è possibile mettere un intero mondo interiore, storie, emozioni, sensazioni.
L'importanza del racconto si può evincere anche dalle parole di una persona con cui ho fatto questo percorso seguendola individualmente via Skype:
"Cercavo qualcosa che avesse un inizio, una fine e una concretezza. Cercavo una chiave, una piccola crepa nel guscio e nelle convinzioni che mi ero creata e dentro le quali, alla fine, non mi sentivo nè a mio agio nè a casa".
"Questa esperienza è stata come accendere dei cartelli stradali. Alla fine ho trovato una direzione e ho scoperto che il labirinto mi riportava a casa. Una casa mentale ed emotiva, che non riuscivo mai ad afferrare".
"È stato divertente cimentarsi nella scrittura di un film. Avevo bisogno di qualcosa che mi permettesse non solo di buttare fuori pensieri ed emozioni, ma anche che mi aiutasse a vedere e focalizzare. Avevo bisogno di dargli una forma.
La storia che ne è venuta fuori non è un racconto un po' folle figlio dell’analisi di paure e frustrazioni, ma il frutto di un’osservazione di se stessi fatta con amore.
Ho visto tanti film, e siamo tutti delle grandi case di produzione cinematografiche dentro di noi, per una volta mi sono presa cura di uno di questi miei film e dentro ci ho scoperto, come Alice, il mio paese delle meraviglie".
"Non è che ci sono effetti speciali miracolosi che possono risolvere problemi e situazioni, ma possiamo quotidianamente dare un senso a quello che facciamo e prendercene cura con amore.  Questo sì.
Siamo tutti seduti sopra dei tesori che non vediamo. Ed è davvero un peccato non prendere una torcia ed avventurarsi per andarli a cercare.
Adesso ho la torcia e sono partita all’avventura.
Augurami buon viaggio".
Francesca
Così come l'ho augurato a Francesca, auguro di cuore buon viaggio a tutti i lettori!


locandina_buk-modena-2014-1272


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